Categoria: questa voce ci permette di restringere le ricerche relative ad una categoria, questa funzionalità è molto utile quando abbiamo delle keyword che possono avere un significato diverso a seconda della categoria. Il caso classico è quando il nome di un prodotto è uguale a quello di un personaggio famoso, in tal caso per avere solo i volumi del primo andiamo a selezionare la categoria di riferimento. Per esempio se esiste un tipo di riso chiamato Trump andrò a selezionare la categoria Food in modo da non annoverare nel calcolo le ricerche dell'ex presidente degli Stati Uniti.
Per esempio se so che la parola fuso orario genera un volume mensile medio di 400.000 ricerche mi basta utilizzarla come termine di paragone ed avrò i dati delle altre keyword. Con la ricerca per frase restringiamo un pò l’ambito in quanto diciamo di fornirci i volumi di ricerca che contengono una specifica frase, per farlo bisogna mettere tra doppi apici la frase (“nostra frase”).Quindi se cerchiamo “scarpe Nike” potremmo avere come risultati: scarpe nike running, basket scarpe nike, scarpe nike rosse, ecc. Questo tipo di corrispondenza dice a Google di fornire tutte le ricerche che contengono una parola o l’altra e si utilizza il segno + per combinarle. In questo caso avremo l’insieme unione di tutte le ricerche in broad di ogni parola. Tale tipo di ricerca è utile per ottenere anche le ricerche dei misspellings.
Questa condizione consente di escludere dalla ricerca una specifica parola utilizzando il segno meno -. Per esempio se vogliamo i volumi di ricerche di tutte le scarpe Nike tranne quelle da basket possiamo scrivere: scarpe nike -basket. Attenzione: il funzionamento del match type di Google Trends è diverso rispetto a quello di Google Ads.
Cos'è lo Zeitgeist? Pensiamo in uno scenario di business in cui si valuti l'ingresso in un paese straniero di cui conosciamo poco. Ipotizziamo di voler lanciare un nuovo brand di Mountain bike in Italia e/o aprire dei negozi di rivendita. Oltre che per l'analisi di mercato Google Trends è molto utile per comprendere l'ambito sematico in cui si muove un mercato. Quali sono gli interessi e gli argomenti più sentiti? Quali sono i valori e significati condivisi dalle persone? Attenzione: i risultati possono essere scaricati in un file excel (vedi freccia sull'immagine).
Consiglio vivamente di costruire un foglio di calcolo dove inserire tutti gli intenti e bisogni più interessanti. Ci sono strumenti gratuiti come Google Trends che saranno per sempre insostituibili. Messo a disposizione da Mountain View in forma completamente gratuita. E che a fine anno ti lascia una sintesi delle ricerche.
Sono le domande effettuate dal pubblico a livello nazionale, in Italia, e mondiale. Con questo strumento puoi pianificare strategie SEO, attività di content marketing e lanci di prodotti. Ma hai anche la possibilità di intercettare trend per sviluppare articoli per Google News. Google Trends è uno strumento gratuito di Mountain View che ti consente di conoscere la frequenza di ricerca nel tempo di una o più query. In qualche caso puoi ottenere i dati delle singole città, solo per i centri molto grandi e le query particolarmente diffuse e importanti dal punto di vista quantitativo.
Il pannello principale di questo strumento SEO è piuttosto semplice. Puoi definire la categoria per avere risultati più precisi e hai la possibilità di indicare le fonti. Oltre la ricerca web ordinaria puoi scoprire le tendenze espresse su Google Shopping, immagini, YouTube e News. Subito dopo hai il box dei risultati e poi ci sono le diffusioni geografiche. Se possibile puoi trovare delle specifiche per località regionali e cittadine. Ricorda che tutti i box possono essere embeddati.
Ultima serie di box: argomenti correlati - temi cercati insieme a quello digitato nella ricerca - e query specifiche. Oltre all’interfaccia web, Google ha annunciato nel 2025 una versione API di Google Trends, attualmente in fase alpha. Così puoi iniziare a fare ricerche e confronti tra gli argomenti che ti interessano per studio, lavoro, semplice curiosità. Ma esistono dei passaggi chiave per utilizzare Google Trends come farebbe un vero web marketing strategist.
Uno dei modi per utilizzare Google Trends: fai le tue ricerche relative ai temi che vuoi affrontare sul blog e scopri qual è la tendenza della ricerca. Questo può essere utile per evitare argomenti in fase calante, ovvero che potrebbero scomparire nel corso dei mesi o degli anni. Non bisogna scartare a priori degli argomenti del blog che hanno delle fasi calanti, meglio utilizzare un ventaglio temporale ampio. Il lavoro di ricerca su Google Trends ti mostra un andamento interessante e sempre significativo di una keyword? Vale a dire un evergreen content, una pubblicazione che - una volta posizionata - ti garantirà traffico costante nel tempo.
Anche in questi casi conviene gestire le ricerche in modo da ottenere un confronto temporale ampio. Con le API è possibile recuperare dati fino a 5 anni indietro con una granularità più precisa, e questo aiuta a confermare se un topic ha davvero una storia di stabilità nel tempo. Grazie alla possibilità di filtrare i termini di ricerca su Google Shopping puoi avere informazioni dettagliate sulle ricerche di determinati prodotti. Così ottieni diverse delucidazioni e indicazioni in più rispetto a cosa aggiungere sul tuo e-commerce, cosa togliere o aggiornare.
Se sei in procinto di rivedere il calendario editoriale, e aggiornare i vecchi contenuti, queste riflessioni sui temi che restano costanti nel tempo ti possono aiutare a decidere quali post o pagine web aggiornare. Chiaramente se il trend ha un andamento virtuoso sei quasi obbligato a rivedere la risorsa. In modo da presentarla nel miglior modo possibile ai lettori. Sto parlando della stagionalità.
Grazie a Google Trends puoi intercettare dei topic che hanno dei picchi solo in determinati periodi dell’anno, rimanendo quasi piatti per il resto dei 12 mesi. Grazie a queste indicazioni puoi iniziare a stabilire quando pubblicare determinati contenuti. Quando hai in mano la possibilità di essere presente su Google News è importante avere delle informazioni chiare su come procedono le query del pubblico rispetto ai temi di attualità. Google Trends ti permette di regolare le ricerche nell’ultima ora, confrontando più temi.
Ma è grazie ai box relativi a query e argomenti collegati al tuo argomento che puoi trovare informazioni preziose. Qui, infatti, hai elenchi di topic che stanno vivendo delle impennate di interesse. Esatto, le bolle che si gonfiano e all’improvviso esplodono lasciando gli investitori con aria fritta in mano. Questo si presenta anche nel mondo dei contenuti. Hai presente cosa accade quando all’improvviso tutti parlano di un tema e pensi che si debba subito scrivere un articolo dedicato all’argomento? Ecco cosa succede: te ne rendi conto perché su Google Trends appare un picco verticale. Il rischio di cadere nel vuoto è alto.
Questo è uno dei punti da ricordare: difficilmente troverai delle alternative a Google Trend altrettanto valide e gratuite. Questo strumento consente di individuare nicchie di mercato che hanno subito vere e proprie esplosioni o impennate di interesse da parte del pubblico. Se vai sulle singole caselle puoi trovare approfondimenti specifici dedicati ai singoli temi, definendo con maggior precisione periodo da osservare e argomenti collegati. D’altro canto alcuni sono oscurati dato che si tratta di un tool a pagamento. La verità è chiara: la mole di dati gratuiti che fornisce Google Trends è praticamente ineguagliabile.

A luglio 2025, Google ha annunciato una novità attesissima: la Google Trends API, rilasciata in versione alpha per un numero limitato di tester. Finora, tutti abbiamo usato Google Trends via interfaccia web, magari scaricando i dati in CSV. La versione alpha è accessibile solo su candidatura. Google seleziona i tester con attenzione, soprattutto tra ricercatori, sviluppatori e giornalisti.
Lo ammettiamo: all’inizio guardavamo Google Trends come uno strumento curioso, interessante, ma niente di più. Poi abbiamo iniziato a usarlo sul serio, e ci si è aperto un mondo. Google Trends non è solo uno strumento di analisi: è un vero alleato nella creazione di contenuti che funzionano davvero. Non basta scrivere bene: serve scrivere nel momento giusto, con le parole giuste, rivolgendosi al pubblico giusto. E per questo serve una strategia.
Hai presente quei momenti dell’anno in cui tutti iniziano a cercare la stessa cosa? Come “idee regalo Natale” a novembre o “costumi da bagno” in primavera. Grazie a Google Trends possiamo intercettare questi cicli e programmare contenuti e campagne con un tempismo impeccabile. Google Trends non si limita a mostrarti il grafico temporale. Offre anche una serie di metriche fondamentali che, se comprese bene, possono fare la differenza nella tua strategia. Interesse per regione: posso vedere dove nel mondo (o in Italia) una determinata keyword è più cercata.
Query associate: Google suggerisce parole chiave correlate che stanno crescendo di interesse. Confronto tra termini: posso mettere due o più keyword a confronto per capire quale ha più appeal nel tempo. Grazie a queste metriche, posso affinare la mia ricerca keyword e costruire contenuti che rispondano alle reali intenzioni degli utenti. Per ottenere il massimo da Google Trends, è fondamentale impostare correttamente i parametri di ricerca. Una semplice variazione può cambiare drasticamente l’esito della tua analisi. Vuoi sfruttare tutti i potenziali di Google Trends per la tua strategia?
I parametri di ricerca in Google Trends sono la chiave per una lettura corretta dei dati. Hai il pieno controllo: puoi scegliere periodo, paese, categoria e tipo di ricerca (Web, Immagini, News, Shopping, YouTube). Se vendi online, ad esempio, restringere il campo a Google Shopping può rivelarti trend molto più pertinenti. Ricerca multiparola vs. Google Trends permette di analizzare un singolo termine oppure confrontare più parole chiave. La differenza è sostanziale: con il termine singolo ottieni una visione precisa e isolata, utile per capire l’andamento storico. Usando le virgolette o combinazioni di parole, puoi affinare ancora di più i risultati. Hai preso confidenza? Ottimo. È il momento di andare oltre.
Molti settori vivono di ciclicità. Google Trends ti mostra chiaramente quali parole chiave crescono in certi mesi o periodi. Sapere che “costumi da bagno” inizia a salire a maggio ti permette di giocare d’anticipo, pubblicando contenuti prima che la curva esploda. Le query associate in crescita sono miniere d’oro. Ti permettono di scoprire keyword prima che diventino popolari. Vuoi capire quale termine ha più forza o sta calando? Confronta keyword simili. Così affini il messaggio, migliori le campagne ADV e scegli il linguaggio più efficace per il tuo target.
Le keyword non si comportano allo stesso modo ovunque. Un termine può essere bollente in Lombardia e ignorato in Sicilia. Per massimizzare i risultati delle tue analisi, è utile integrare Google Trends con altri strumenti SEO. Google Keyword Planner fornisce stime di volume di ricerca e suggerimenti di parole chiave, mentre Google Trends mostra l’andamento temporale di questi termini. Strumenti come SEMrush, Ahrefs, SEO Zoom, Ubersuggest ti offrono analisi approfondite sul volume, sulla difficoltà e sulla concorrenza delle parole chiave.
A volte una keyword può sembrare promettente nei tool SEO classici ma risultare in calo su Google Trends. Se volessimo promuovere prodotti per il giardinaggio Google Trends ci mostrerà che parole come “concime organico” o “semi da orto” iniziano a salire tra febbraio e aprile. Se operi nel settore tecnologia, potresti notare che un nuovo termine come “AI per studenti” sta iniziando a guadagnare attenzione. Il vero potenziale di Google Trends emerge quando lo utilizziamo come bussola per la content strategy.
Molti argomenti seguono una stagionalità ben precisa. Il bello di Google Trends è che non serve solo a fotografare il presente, ma anche a prevedere il futuro. Osservando i dati degli anni precedenti, possiamo individuare pattern che si ripetono e anticipare i momenti in cui una keyword esploderà. Analizzando le keyword e i trend che i competitor non stanno ancora trattando, possiamo scoprire veri e propri buchi di contenuto nel loro piano editoriale.
Google Trends è uno strumento semplice all’apparenza, ma ricco di funzionalità che spesso restano nascoste. Sai che puoi filtrare i risultati anche per categorie tematiche? Oppure che puoi esplorare la sezione “YouTube Search” per analizzare tendenze video? Una volta trovati i dati interessanti, puoi esportarli in CSV e integrarli nei tuoi fogli di calcolo. In questo modo puoi combinarli con altre fonti, come dati di traffico da Google Analytics o performance da Search Console.
La sezione “Daily Trends” è una miniera d’oro per chi crea contenuti in tempo reale. Mostra le keyword più cercate ogni giorno, con una panoramica dettagliata delle notizie correlate. È perfetta per social media manager, giornalisti e chi lavora su contenuti “just in time”.