Sponsorizzazione sportiva e contabilità: guida pratica per ASD/SSD

Trovare uno sponsor è una delle sfide più concrete per chi gestisce un’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) o una Società Sportiva Dilettantistica (SSD). È un contratto atipico - non ha una norma specifica nel Codice Civile - ma è pienamente riconosciuto dalla prassi. Se l’azienda ti dà denaro senza ricevere nulla in cambio, si tratta di una donazione - trattamento fiscale completamente diverso. Attenzione RUNTS: dal 2026, il regime 398/1991 vale solo per le ASD/SSD non iscritte al RUNTS. Se sei iscritto, si applica il regime forfettario dell’art. 86 del Codice del Terzo Settore. In base all’art. Esiste anche un credito d’imposta del 50% (art. 81, D.L. 104/2020) per le imprese che sponsorizzano ASD/SSD. Ma c’è un punto critico che molti ignorano: le ASD in regime 398/1991 sono escluse da questo beneficio.

Anche con il negozio sotto casa, il contratto scritto è obbligatorio. “Non c’è un vero e proprio lavoro di ricerca sponsor. Se arrivano, arrivano un po’ da sé, per le relazioni. È un lavoro non strutturato. Un’esperienza condivisa da migliaia di ASD in Italia. Ne abbiamo parlato con quattro società reali nell’episodio di Tribuna, il podcast di Golee dedicato allo sport dilettantistico.”

Perché le sponsorizzazioni funzionano e come si instaurano

Una sponsorizzazione è un contratto atipico a prestazioni corrispettive con il quale un soggetto (lo sponsor) eroga un contributo (in denaro o in natura) a un altro soggetto (lo sponsee o ente sponsorizzato) affinché quest’ultimo, nell’ambito della propria attività (sportiva, culturale, sociale), si impegni a divulgare il nome, il marchio, i prodotti o i servizi dello sponsor. Corrispettività: lo sponsee si obbliga a una specifica attività promozionale. Messaggio promozionale diretto: volto a influenzare le scelte commerciali del pubblico. Acquisto di spazi/servizi: l’ente non profit vende uno spazio pubblicitario.

La corretta qualificazione del rapporto è cruciale: un’errata classificazione può portare a contestazioni sulla deducibilità dei costi per l’impresa erogante e sull’imponibilità dei proventi per l’ente ricevente. Le ASD e SSD che hanno optato per il regime agevolato della Legge 398/1991 beneficiano di importanti semplificazioni. Attenzione però alla novità 2026: dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025, il regime L. 398/1991 si applica soltanto alle ASD e SSD che non si iscrivono al RUNTS. Per le ASD/SSD che restano fuori dal RUNTS e mantengono la L.',p>

Regimi fiscali e loro impatti pratici

Con la piena entrata in vigore del Titolo X del Codice del Terzo Settore dal 1° gennaio 2026, la disciplina fiscale degli ETS è cambiata. Regime forfetario generale (art. 80 CTS): gli ETS non commerciali che svolgono attività commerciali possono optare per questo regime, che funziona con coefficienti a scaglioni e senza tetto massimo di ricavi. Regime forfetario per ODV e APS (art. 86 CTS): riservato a ODV e APS con ricavi commerciali dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro. ETS sportivi dilettantistici: le ASD/SSD iscritte al RUNTS come ETS applicano il regime fiscale del CTS (regime ordinario, art. 80 o art. 86 se ricorrono i presupposti).

Le prestazioni di sponsorizzazione e pubblicità sono considerate prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA (art. 3 DPR 633/72). Regime IVA forfetario: per le ASD/SSD in regime L. 398/91, l’IVA sulle sponsorizzazioni e pubblicità si versa in modo forfetario: l’imposta dovuta è pari al 50% dell’IVA incassata. Non si detrae l’IVA sugli acquisti in modo analitico. Restano gli obblighi di fatturazione, numerazione e conservazione. Le ODV e APS che applicano il regime forfetario dell’art. 4 e la disciplina speciale sulle sponsorizzazioni sportive prevedono che la spesa sia pubblicità determinata dalla presunzione legale assoluta.

La Cassazione, in una giurisprudenza ormai costante, ha consolidato la cosiddetta presunzione legale assoluta sulla deducibilità delle sponsorizzazioni quando sono conformi ai requisiti. Il soggetto sponsorizzato deve essere una compagine sportiva dilettantistica, iscritta nel registro competente, e deve aver effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale. La presunzione copre congruità e inerenza, ma non esime dal provare che l’operazione è reale.

Come gestire le sponsorizzazioni in modo conforme

Qualifica bene il rapporto: sponsorizzazione o pubblicità? Per lo sponsor: fino a 200.000 euro la deducibilità è blindata, ma solo se l’operazione è reale e documentata. Per la ASD/SSD: i proventi da sponsorizzazione sono sempre commerciali, vanno fatturati e tassati secondo il regime scelto. Dal 2026, se ti iscrivi al RUNTS la L. 398/91 non è più applicabile alle realtà entrate nel RUNTS; occorre passare ai regimi CTS: regime ordinario analitico, forfetario generale o, se rientrano i requisiti, forfetario art. 86.

Lo sponsor mi chiede un “contratto di pubblicità” invece che di “sponsorizzazione”. Cambia qualcosa? Sul piano sostanziale, la presunzione qualifica comunque la spesa come pubblicità. Ma attenzione alla terminologia del contratto: usare con precisione i termini “sponsorizzazione” e “corrispettivo” aiuta a inquadrare correttamente il rapporto ed evita riqualificazioni. Un contratto scritto con la terminologia giusta, data certa e descrizione puntuale delle prestazioni promozionali è il modo migliore per non lasciare spazio a interpretazioni.

Le sponsorizzazioni sono il punto di incontro tra il mondo delle imprese e quello dello sport e del sociale: un’azienda finanzia, un’associazione cresce, e il Fisco, se le regole sono rispettate, sta a guardare. Se stai valutando quale regime sia più conveniente per la tua realtà, considera una simulazione comparativa tra 398/91, RUNTS e CTS. È una scelta che va fatta con i numeri davanti.

Documentazione e buone pratiche contabili

Prima della registrazione, conviene verificare che esista un accordo che identifichi sponsor, società, attività concordate e corrispettivo. L’incasso va ricondotto al singolo rapporto di sponsorizzazione, evitando descrizioni generiche. Conviene emettere fattura con IVA e conservare evidenze proporzionate della visibilità o delle attività effettivamente rese allo sponsor. La registrazione contabile deve essere allineata con l’accordo, i documenti commerciali e il movimento finanziario.

La forma societaria, l’attività effettivamente svolta e l’impostazione contabile incidono sul modo concreto di trattare il rapporto; per questo una SSD non va gestita automaticamente come ASD né come impresa commerciale ordinaria. Qualunque sponsorizzazione dovrebbe avere un fascicolo essenziale e una registrazione contabile coerente con quel fascicolo. Se contratto, incasso e attività resa non coincidono, è opportuno fermarsi per una verifica prima di chiudere la registrazione.

Ci sono alcuni errori comuni: registrare il pagamento con causale generica senza collegarlo all’accordo; trattare ogni entrata da un’impresa come sponsorizzazione senza verificare contenuti e documenti; separare l’amministrazione dall’area sponsorizzazioni. Una gestione ordinata può essere impostata come una breve matrice decisionale in cui ogni elemento del rapporto produce un controllo concreto.

Se l’accordo include attività diverse dalla semplice esposizione del marchio o se esistono importi non facilmente riconciliabili, è utile coinvolgere un professionista per una verifica fiscale e contabile. Commercialistassd può esaminare la pratica nel perimetro fiscale e contabile della Società Sportiva Dilettantistica, verificando la coerenza tra documenti, registrazioni e organizzazione interna.

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