Antitrust su SixthContinent: tra controversie, sanzioni e accuse di frode nel modello di social commerce

Antitrust continua a tenere d’occhio SixthContinent e all’orizzonte si profila una nuova multa per la piattaforma di “profit sharing” che negli ultimi mesi ha fatto perdere molti soldi a centinaia di consumatori.

Il sito, che commercializza gift card, carte prepagate, voucher di diversi brand, funzionava secondo il principio “più acquisti, più guadagni”: più articoli e card si compra\-vano, più crediti si guadagnavano, fino a beneficiare di sconti del 50%.

Intervento e sanzioni già in passato

Già ad agosto 2020 Antitrust aveva multato SixthContinent Europe per 4 milioni di euro per diverse pratiche scorrette. Tra queste: blocco ingiustificato dell’account di molti clienti, ostacoli e ritardi nel rilasciare le shopping card, conversione forzosa del credito delle card in crediti da usare sulla piattaforma, svalutazione dei crediti, riduzione del numero di shopping card acquistabili.

Ma quella sanzione non era l’ultimo capitolo della saga. Antitrust aveva chiesto alla società di correggere il tiro. Solo che, anche una volta chiuso quel procedimento, tutto è continuato come prima, con Antitrust che ha continuato a ricevere reclami di clienti imbufaliti per aver perso soldi nelle maniere più variegate: card comprate ma mai ricevute, forti limitazioni all’uso dei propri crediti, rimborsi dovuti ma negati.

Situazione a dicembre 2020 e stato attuale

A dicembre 2020, spiega Antitrust, SixthContinent ha depositato una memoria per riportare una serie di fatti che hanno portato “al blocco totale delle vendite in Italia”, ma la stessa autorità replica che dagli elementi acquisiti, il sito “risulta pienamente attivo e operativo”.

Del resto anche le recensioni su TrustPilot, alcune delle quali recentissime, parlano chiaro. Luca scrive: “Ho molti soldi bloccati sulla piattaforma perché non posso usufruirne in nessun modo”, Marco: “Attendo notizie di una card Mediaworld comprata in ottobre 2020 e mai ricevuta: senza alcuna spiegazione. 50€ di cash buttati”.

Prospettive di nuova sanzione e rilievo economico

Alla luce di questi fatti, secondo Antitrust ci sono i presupposti per una nuova sanzione che in base all’ultimo bilancio della società, ammonterà tra i 10.000 e i cinque milioni di euro. SixthContinent doveva essere un social network dell’e-commerce, nato per far risparmiare sull’acquisto di gift card di beni primari e allo stesso tempo distribuire nuovamente il guadagno tra tutti gli utenti.

Stiamo parlando di business dei “gruppi di acquisto”: questa piattaforma, come altre di questo genere, funge da intermediario per l’acquisto di coupon che poi sono utilizzati per acquistare in altri siti web. Solo che SixthContinent non si limitava semplicemente a redistribuire una parte degli acquisti. Era troppo facile per essere vero. SixthContinent dava veramente troppi soldi, e finché tutti compravano andava bene. Poi a un certo punto la bolla è scoppiata.

Fase 2 e problemi agli utenti

Fase 2: possibilità di acquistare con il saldo della fase 1 dei crediti, che a loro volta avrebbero dovuto essere usati per acquistare delle altre carte. Le carte della fase 1 sopra indicata permettevano di convertire il saldo ottenuto in carte da spendere in negozi fisici, nei quali si potevano acquistare delle carte prepagate monouso. In quel periodo molti utenti avevano anche aperto un conto Hype nel quale far confluire tutti i soldi delle carte acquistate. Gli utenti dovevano pagare una quota mensile o annuale per essere “utenti Orange”, cosa che avrebbe garantito di migliorare ancora di più i vantaggi. Peccato che quando l’abbonamento in questione è passato a costare dai circa 20 euro l’anno a circa 400 euro, di lì a pochi giorni tutto il castello di carte è crollato.

Dissero di essere stati vittime di una truffa, della quale hanno parlato anche Le Iene su Italia 1. In prima battuta sembra quasi una puntata volta a difendere il fondatore Politi. Così hanno cambiato totalmente le regole di utilizzo dei crediti, i quali, a meno che non si spendesse altro denaro, erano impossibili da utilizzare. L’ulteriore aspetto da sottolineare è che i crediti, se non venivano spesi, venivano persi. La piattaforma aveva raggiunto dimensioni davvero importanti, tant’è che anche oggi da un qualunque rivenditore di servizi Lottomatica è possibile acquistare un buono per SixthContinent.

Sta di fatto che molte persone hanno visto sparire il credito ottenuto nella fase 2 e non possono spendere il saldo ottenuto nella fase 1. Ad oggi SixthContinent è ancora attiva e si possono acquistare carte, ma solo utilizzando la carta di credito. Come da T&C delle Card, così come da codice del consumo sui beni digitali (art 18.1 - 18.3 delle Condizioni Generali di Vendita) SXC Card e Family Box, non possono essere rimborsate.

Posizioni legali, accuse e contromisure

“Grazie al lavoro dell’intero TEAM SXC e alla fiducia ricevuta in questi mesi, siamo fieri di comunicarvi che, come annunciato nei mesi precedenti, da oggi 1° luglio 2020, oltre il 97% degli Utenti ha la possibilità di utilizzare molti più punti e crediti su ciascuna transazione in linea con i valori dei quattro anni precedenti. Inoltre, è possibile utilizzare anche il Saldo delle SXC CARD per acquistare una più ampia gamma di Brand. Ti invitiamo quindi a verificare dal tuo account la percentuale prevista per il tuo profilo.”

Ad esempio, Bestshopping ha più di 1.500 negozi affiliati e il funzionamento è semplice: ci si registra al sito e per ogni spesa Bestshopping rimborsa una percentuale; al raggiungimento di 40 euro di cashback si possono incassare i propri soldi. Il cashback poi è spesso cumulabile con un’ampia selezione di offerte e sconti per tutti i negozi affiliati, continuamente aggiornati. Bestshopping inoltre premia la fedeltà, infatti maggiori sono gli acquisti effettuati e maggiore sarà la percentuale di cashback che si può ottenere.

Sanzione da 4 milioni di euro, dopo un primo provvedimento cautelare, per SixthContinent, la piattaforma di social commerce sponsorizzata in tv da Le Iene. “Ci sentiamo truffati” dicono alcuni dei centinaia di utenti sul piede di guerra. Crediti accumulati ma quasi completamente inutilizzabili, shopping card acquistate e mai arrivate agli iscritti e rimborsi sospesi da mesi: pronta la class action.

Spendere soldi per i propri acquisti, dai beni di prima necessità a quelli tecnologici, con la possibilità di accumulare crediti da riutilizzare per ulteriori spese. In estrema sintesi è con questo innovativo sistema che da qualche anno SixthContinent punta a rivoluzionare letteralmente le regole del mercato, finendo però negli ultimi mesi sotto la lente di ingrandimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (meglio nota come Antitrust) per alcuni problemi segnalati da diversi utenti, tanto che infine la stessa Agcm è arrivata a sanzionare la società, ad agosto, con una multa da quattro milioni di euro.

Contatto con Politi e posizione degli avvocati

SixthContinent è una piattaforma internazionale di social commerce fondata dall'imprenditore di origine toscana Fabrizio Politi, con base operativa a San Francisco e filiali a Londra e Milano, che permette ai suoi utenti (circa mezzo milione in Italia) di acquistare shopping card per comprare beni di vario genere online o nei negozi fisici aderenti. Dal carburante agli alimentari, dall’abbigliamento ai prodotti tecnologici. L’utilizzo della piattaforma, il coinvolgimento di altre persone e l’acquisto delle card permette agli iscritti l’accumulo di crediti e punti che possono essere reinvestiti all’interno del sito per sconti su ulteriori acquisti.

Non solo: SixthContinent trattiene il 30% dei profitti della pubblicità e distribuisce il 70%, sotto forma di crediti, a tutti gli utenti. L’idea di base è infatti quella dell’aumento della capacità di spesa di chi comunque deve ogni giorno effettuare degli acquisti per le proprie necessità. Ogni acquisto genera quindi dei crediti spendibili in successive transizioni fino a un massimo del 50% del valore di ogni shopping card. E se si considera anche la possibilità di aggiungere punti semplicemente collegandosi sul sito ogni giorno oppure facendo recensioni di prodotti, ogni utente alla fine si ritrova con una sorta di portafoglio virtuale per le sue spese su Sxc.

Insomma, “sembra una figata”, proprio come ricorda uno spot televisivo con protagonisti alcuni componenti della redazione de Le Iene, la trasmissione che in prima serata ha spinto notevolmente per la diffusione del sistema messo a punto da Politi, che anche grazie ad una massiccia campagna di comunicazione ha visto aumentare notevolmente, nel giro di pochi anni, numeri, iscritti e fatturati di SixthContinent, tanto da puntare all’approdo in borsa.

Situazione recente e dubbi sulle regole

Come detto, però, dagli ultimi mesi dello scorso anno diversi utenti hanno cominciato ad avere dei problemi con la piattaforma, ritrovandosi non solo impossibilitati ad utilizzare come prima i crediti accumulati, ma anche con card mai ricevute dopo mesi di attesa, così come i relativi rimborsi. In particolare, tutto sarebbe partito da quando SixthContinent ha deciso di lanciare al costo di 70 euro le sue carte con 100 euro da spendere sul sito. Un meccanismo che probabilmente è sfuggito di mano, al punto che la società si è trovata con un buco di oltre 10 milioni di euro in bilancio.

“La frode, cosiddetta Loop -spiega Fanpage.it Politi - consisteva nel convertire tramite 2-3 passaggi le SixthContinent Card del valore di euro 100 pagate euro 70, in MasterCard prepagate e anonime presso i supermercati, per poi con quelle acquistare ulteriori SixthContinent Card.”

grafico flusso crediti e carte SixthContinent

Nella memoria difensiva presentata il 3 luglio, Sixthcontinent ha ammesso che “dall'inizio del 2020 le consegne delle Shopping Card hanno subito dei ritardi, inizialmente per ragioni tecniche, ascrivibili alla necessaria manutenzione della sezione 'shop' della piattaforma”. Adesso, prosegue la memoria, “il 98,87% del totale degli utenti italiani può acquistare con il saldo qualsiasi Shopping Card fino al 100% del suo valore, tornando così ai livelli di prestazioni garantiti nel periodo pre-loop”.

A luglio 2026 caldo record per la superficie dei mari

Nella stessa memoria la società ha spiegato di essersi mosso tempestivamente anche sui rimborsi delle card che hanno subito ritardi nell’attivazione, altro snodo caldo sollevato dall’Antitrust. Anche se per la società quei provvisori rallentamenti non sono imputabili a Sixthcontinent. Respinta pure l’accusa di blocco indiscriminato degli account che avanzano un reclamo, come prospettato dall’Antitrust nel provvedimento del primo aprile.

Prospettive processuali e stato delle indagini

A partire dal 25 febbraio 2020 la società ha tolto qualsiasi limitazione all’utilizzo dell’account, sia che si trattasse di sospensione che di blocco. Tanto che successivamente a tale data non è più arrivata alcuna segnalazione che lamentasse tale presunta criticità, scrive Sixthco sebbene nel documento Antitrust siano citate segnalazioni arrivate sul tavolo dell’authority a marzo.

Dopo mesi di documenti Politi guarda al pronunciamento dell’Antitrust in arrivo ad agosto con una certa diffidenza. A far luce sull’intera storia ci sarà anche il Tar del Lazio che il 20 luglio ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da Sixthcontinent per affrontare nel merito la questione nel giudizio amministrativo ordinario nei prossimi mesi. E c’è poi la procura di Milano che indaga sulla presunta truffa ai danni della società sollecitata da Politi, che a fine 2019 ha fatto le sue prime denunce per frode con un esposto nei confronti di 18 utenti.

Al lavoro ci sono anche i consulenti revisori perché all’orizzonte resta il sogno della quotazione. “Abbiamo passato gli ultimi dieci mesi a capire cosa ci è successo. Ora l'audit va avanti e la quotazione la faremo appena sarà possibile.”

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