Promuovere un sito web è una sfida che unisce ottimizzazione, contenuti di qualità e investimenti mirati. Google è infatti una sorta di imbuto che seleziona siti web, ecommerce, portali e blog tutte le volte che un utente lancia una query (interrogazione). È lui che decide chi mostrare e chi nascondere agli occhi del pubblico e dei potenziali clienti. Riuscirci non è semplice, perché richiede una serie di attività complementari a volte molto tecniche. Esistono tuttavia anche metodi più immediati perché a pagamento, come gli annunci pubblicitari (o sponsorizzati) che Google stessa offre tramite i suoi canali dedicati. In questa guida vogliamo parlare di entrambe le strategie, quelle c.d. naturali e quelle a pagamento.
Ottimizzazione tecnica e contenuti di qualità
1. Fondamentale per avere un sito web ottimizzato e “amico di Google” (Google freindly) è verificare gli url delle singole pagine. Se questi non sono già ottimizzati, bisogna provvedere il prima possibile al loro aggiornamento. La differenza è evidente: nel secondo caso abbiamo un url “parlante”, che facilita il lavoro al motore di ricerca e offre un certo messaggio all’utente. Un approccio che premia di conseguenza il sito stesso attribuendogli un buon punteggio di qualità.
2. Seconda strategia indispensabile per promuoversi agli occhi di Google è quella di fornire contenuti di alta qualità. A fare la differenza saranno articoli informativi, con parole chiave d’interesse (le keyword o keyphrase), privi di errori grammaticali e sintattici, aggiornati e completi. Pubblicare contenuti del genere nel proprio sito sotto forma di news o pagine istituzionali (dove per pagine istituzionali intendiamo ad es. le sottosezioni servizi) è un ottimo sistema per farsi amare dai motori di ricerca e, cosa ancora più importante, dagli utenti della rete.
3. Ve lo diranno tutti e ve lo diciamo anche noi: avere un blog all’interno del proprio sito web fa la differenza. Non a caso anche Eviblu ha riservato una sezione news ad articoli scritti e ottimizzati con un solo obiettivo: promuovere il nostro sito internet e spiegare ciò che facciamo agli utenti della rete.
4. La quarta strategia da tenere a mente per compiacere Google riguarda i cosiddetti metadati, un concetto leggermente più articolato rispetto agli url visti al punto 1. Per metadati intendiamo soprattutto il meta title e la meta description di ogni pagina, vale a dire i due elementi che andranno a costituire l’anteprima della pagina nei risultati di ricerca. Ignorare questi campi è un punto a sfavore rispetto a chi invece si impegna a scrivere meta title e meta description accattivanti. Idem per l’alt tag e le descrizioni delle immagini disseminate all’interno di un sito, di un ecommerce e così via.
5. I dispositivi mobile coprono oggi il 60% delle sessioni di navigazione online. In altre parole, solo il 40% degli utenti naviga da computer fisso, il resto delle esperienze avviene su smartphone o tablet (i dispositivi mobile appunto). Questo dovrebbe suggerire a qualunque amministratore l’importanza di ottimizzare il sito anche per la navigazione da mobile, creando un ambiente in linea con le esigenze di chi usa uno schermo touch screen e non ha una tastiera sotto mano. Se l’utente apprezza, Google premierà il sito di conseguenza e vi consentirà di emergere nei risultati.
6. I link interni tra una sezione e l’altra del sito non vanno intesi come meri collegamenti ipertestuali. Se nel testo introduttivo di una sezione linkiamo le sottosezioni interne, stiamo comunicando agli spider di Google (nella fattispecie a Googlebot) che quelle pagine interne parlano di quell’argomento. Il discorso è molto più complesso e non dipende solo da questo fattore, ma il contributo resta: se noi usiamo link come questo o come un anonimo qui otterremo ben poco in termini di coerenza fra le pagine.
7. Oltre ai link interni ci sono anche i link esterni, ovvero i collegamenti fra risorse al di fuori del nostro sito (e spesso al di fuori del nostro controllo). Possiamo intervenire in questo senso cercando di creare ad arte risorse contenenti link sotto forma di anchor text (val e dire link corrispondenti a parole chiave di nostro interesse). Come? Le strategie sono tante e spaziano dalla pubblicazioni di guest post in un portale in target alla scrittura delle descrizioni nei video di Youtube. L’importante è rispettare il concetto di autorevolezza: non basta pubblicare link a casaccio, anzi, un comportamento del genere potrebbe essere dannoso.
Strategie a pagamento e presenza su piattaforme
8. Negli ultimi anni la crescita di Youtube in termini di iscritti e contenuti pubblicati è stata incredibile. La quantità di ore trascorse a guardare video da parte degli utenti non è mai stata così elevata, confermando questo portale come uno dei più visitati al mondo. Se ragioniamo in termini di promozione, un tale successo dovrebbe essere sufficiente per spingerci all’azione, ma non è ancora tutto. Quando pubblichiamo un video Youtube, infatti, possiamo sperare di comparire ai primi posti anche nei risultati di ricerca di Google, scavalcando quelli che potrebbero essere concorrenti ben più forti e autorevoli di noi.
9. Sebbene Google Plus sia stato chiuso di recente, Google My Business continua a esistere e dare un contributo essenziale alla visibilità di migliaia di aziende. Sì perché una buona scheda Google viene mostrata nella parte destra della schermata ogni volta che l’utente compie una ricerca inerente al settore dell’azienda. Se ad esempio creiamo la scheda della nostra azienda di termoidraulica a Genova, è molto probabile che Google mostrerà noi a discapito di altri concorrenti privi di scheda nel momento in cui un utente digitale “idraulico Genova” o combinazioni simili.
10. Come per i video Youtube e la scheda Google My Business, così per i social media la promozione su Google è una conseguenza indiretta e tuttavia significativa. Più raro è il secondo scenario, in cui un post molto dettagliato finisce per essere mostrato come risultato di ricerca.
11. Accanto al sito principale, è buona norma valutare l’opportunità di sviluppare mini siti o siti one page ottimizzati per una singola parola chiave. Nonostante sia una tattica ormai “antica”, questa strategia continua a dare i suoi frutti, in modo speciale per keyword di tipo longtail, ad esempio “derattizzazione Vicenza”, “pannelli fotovoltaici online”, “officina camper Padova”.
12. Sito lento nel caricamento delle pagine? Male, perché se c’è una cosa che Google non tollera è che un utente debba aspettare. Ridurre le tempistiche di caricamento significa migliorare l’esperienza di navigazione del tuo pubblico, incrementando la tua credibilità agli occhi di Google.
13. Piazzare articoli nel web è di estrema utilità non solo a fini SEO, ma anche per una promozione intelligente condotta senza grossi investimenti. Immaginiamo ad esempio un piccolo ecommerce di accessori per il giardino, nato da poco e senza la necessaria autorevolezza. Pensare di promuoverlo con un posizionamento naturale nel giro di qualche mese è ambizioso: si può fare, ma a volte occorrono anni. Più sensato è provare a pubblicare un articolo in un portale già affermato, ad esempio un quotidiano o un magazine di settore sul giardinaggio.
Strategie di promozione a pagamento
14. Il sistema di promozione a pagamento più immediato è senza dubbio Google Ads, piattaforma di casa Google che ha rivoluzionato il mercato dell’advertising online. Tramite Google Ads (ex Google AdWords), gli inserzionisti possono creare annunci sponsorizzati, investendo un budget monetario a scelta da spalmare nell’arco di giorni, settimane, mesi o anche anni. Gli annunci compaiono in posizione privilegiata negli stessi risultati di ricerca, catturando l’attenzione del pubblico e generando clic verso i siti web o le pagine promosse.
15. Si tratta di un’opzione specifica dedicata a chi vuole vendere prodotti su Google Ads. Con Google Shopping si creano annunci finalizzati alla promozione di articoli, oggetti e beni di consumo da mostrare sia sul motore di ricerca Google Shopping sia su Google sia sulla rete Display.
16. Altra strategia per promuovere un sito su Google è quella di attivare annunci sponsorizzati sulla rete display, ovvero sul network di siti, blog e portali che ospitano spazi dove inserire banner e altri formati di pubblicità. Il meccanismo di base è lo stesso di Google Ads, per cui ad ogni clic su un annuncio l’inserzionista paga una certa somma di denaro.
17. Le campagne remarketing rappresentano un’altra ghiotta occasione di promozione non tanto su Google ma sul web in generale. La parola remarketing sta a indicare un tipo di campagna in cui gli annunci compaiono nei siti che naviga l’utente dopo che l’utente stesso ha visitato il sito oggetto della promozione.
18. Uno dei sistemi più sottovalutati per promuoversi su Google è quello di impostare la campagna di PPC all’estero. Paesi vicini come la Svizzera, l’Austria, la Francia o la Spagna offrono ulteriori margini di mercato.
19. La promozione su Google e quella su Youtube vanno ormai a braccetto. Realizzare un video a pagamento, anche di pochi secondi, può contribuire al lancio di un prodotto o di una struttura. Il video sponsorizzato comparirà in apertura o nel mezzo di altri video, segnalato da “Annuncio”.
20. Come per Google, anche per altri motori di ricerca esiste la possibilità di attivare campagne pubblicitarie di vario genere. La realizzazione di un nuovo sito web o la modifica di uno già esistente è spesso solo un primo passo all’interno di un percorso molto più lungo.
Idee pratiche e suggerimenti operativi
1. SEO e parole chiave: La chiave per una visibilità duratura è l’ottimizzazione SEO, che permette di posizionare il sito in prima pagina. La SEO è una strategia di Web Marketing che consente di posizionare nella prima pagina dei motori di ricerca il proprio sito.
2. Sito mobile friendly: Il 43% degli italiani si connette quotidianamente da smartphone o da tablet. È fondamentale disporre di un sito responsive e mobile friendly, in modo da non perdere visitatori e posizioni su Google.
3. Google My Business: Una scheda ben curata aiuta a farsi trovare nella zona di riferimento, aumentando la visibilità nelle ricerche inerenti al settore dell’azienda.

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Note finali
In questa panoramica abbiamo visto molteplici strade per promuovere un sito web, dai metodi naturali agli investimenti pubblicitari. L’obiettivo è costruire una presenza online solida e coerente, capace di accompagnare l’utente lungo il percorso di scoperta, fiducia e conversione.