Per anni il CPC, costo per clic, è stato trattato come la metrica regina della pubblicità online. Più il CPC era basso, più la campagna sembrava “funzionare”. Questa analisi viscerale del costo, è stata introdotta proprio da Google (allora AdWords), quando subentrò ai vecchi sistemi di keyword bidding, come Ouverture, che guardavano solo all’asta al rialzo. E non solo perché le piattaforme sono cambiate, ma perché sono cambiati i modelli di ottimizzazione.
Il CPC misura quanto paghi ogni clic ricevuto sui tuoi annunci. È semplice da capire, immediato, e fa sempre impressione vedere numeri piccoli. Se, per puro spirito accademico, ci immaginiamo che un click su un annuncio costi sempre 1€ e il nostro budget sia di 10€ al giorno, il nostro annuncio potrà fare al massimo 10 click al giorno. È utile? Sì, ma solo fino a un certo punto. Ottimizzano per qualcosa di più importante. Di fatto grazie alla enorme mole di dati raccolti negli anni, hanno potuto evolvere le aste con strategie di bidding di tipo smart.
Introduzione ai modelli di offerta: ROAS Target e CPA Target
ROAS Target: L’obiettivo è massimizzare il ritorno economico. “Per ogni euro speso, quanti ne sto recuperando?“
CPA Target: l’obiettivo è ottenere conversioni (vendite / lead) al costo desiderato. Questi modelli non guardano i click. Guardano i risultati.
Se guardi solo il CPC, scegli la Campagna A. Se guardi il risultato reale, scegli la B. E questo dato è ancora più evidente in campagne a CPA target, dove la possibilità che un click costi in linea al CPA è frequente. Per chi inizia, è facile innamorarsi di numeri semplici. Perché l’advertising non serve a generare click. Serve a generare valore.
Valore del CPC e limiti nella strategia di marketing
Il CPC può essere guardato. Può essere confrontato. Può perfino dare qualche indicazione preliminare, ma non può guidare una strategia di marketing. Con ROAS target e CPA target, la vera domanda da fare non è: “Quanto ho pagato il click?, ma: “Questo clic ha generato valore?“.
Se gestisci un e-commerce, il tuo obiettivo principale è vendere i tuoi prodotti al maggior numero di persone possibile.
Cos’è Google Shopping e come funziona
Come funzionano gli annunci Shopping
Campagne Shopping: vantaggi rispetto ad altri formati di annunci
Dove vengono mostrati gli annunci delle campagne Google Shopping?
Quanto costa Google Shopping?
Cosa influenza il CPC nelle campagne Shopping
Pro e contro degli annunci Google Shopping
Vantaggi delle campagne Google Shopping
Svantaggi delle campagne Google Shopping
Quando valutare campagne alternative?
Adattare la strategia al tuo business
Configurazione di un account Google Merchant Center.
Dettagli aggiuntivi per creare l’account Merchant Center:Collegamento di Google Ads a Merchant Center
Come collegare Google Ads al Merchant Center:Perché il collegamento è importante?
Gestione del collegamento
Cos’è il feed prodotti su Google Shopping?Come creare e gestire il feed prodotti
Strumenti per la creazioneFormati supportatiStruttura del feed
L’importanza dell’ottimizzazione del feedCaricare il feed prodotti: cosa includere e come strutturare il feed.
Creazione del feed prodottiMetodi di importazione del feed
1. Aggiungere automaticamente i prodotti dal tuo negozio online
2. Collegare la tua piattaforma di e-commerce a Google
3. Aggiungere i prodotti tramite un file
4. Utilizzare un modello di Fogli Google
5. Aggiungere i prodotti uno alla volta
6. Campagne Google Shopping standard, che si basano sui dati del tuo catalogo per determinare le ricerche pertinenti su cui apparire. Google Shopping è uno strumento progettato per aiutare i venditori a raggiungere utenti già pronti all’acquisto. Possiamo definire Google Shopping come un motore di ricerca interno a Google, che permette di confrontare prodotti di diversi venditori, simile a un comparatore di prezzi. Le sezioni della SERP dedicate agli annunci Shopping funzionano come una vetrina digitale. Gli utenti possono esplorare le schede dei prodotti per trovare ciò che desiderano. Accedendo alla sezione Shopping, trovano pagine con schede prodotto che includono sia risultati organici sia risultati a pagamento, filtrabili per criteri come prezzo o disponibilità.
Le schede prodotto che appaiono su Google Shopping derivano dai cataloghi caricati dagli e-commerce sulla piattaforma. Per essere visibili su Google Shopping, è necessario caricare il feed di prodotti su Google Merchant Center, una piattaforma intermedia tra il tuo sito web e Google Ads. Una volta caricato, il feed viene sottoposto a verifica per assicurarsi che rispetti le normative di Google. Come accennato, gli annunci Shopping non si basano sulle parole chiave, ma sui dati di prodotto caricati nel Google Merchant Center. Puoi gestire gli annunci Shopping su Google Ads tramite le campagne Google Shopping o Performance Max. In particolare, le campagne Performance Max sono basate sugli obiettivi e ti aiutano a trovare nuovi clienti e raggiungere i tuoi obiettivi aziendali.
Gli annunci Google Shopping offrono numerosi vantaggi rispetto agli annunci tradizionali. Grazie alle immagini, ai prezzi e alle caratteristiche dei prodotti inclusi negli annunci, gli utenti hanno tutte le informazioni necessarie per compiere scelte consapevoli. Le campagne Shopping utilizzano gli attributi presenti nel feed di prodotto, eliminando la necessità di lavorare su parole chiave. Gli annunci delle campagne Google Shopping sono progettati per occupare posizioni strategiche all’interno della SERP. In alto o a destra nella pagina, contrassegnati dall’etichetta “Annunci”.
Partiamo subito dal punto che interessa a tutti: Google Shopping funziona con un modello CPC (costo per clic). Paghi solo quando un utente clicca sulla scheda del tuo prodotto e atterra sul tuo sito. Il problema è che la risposta “quanto costa” non esiste in forma universale. Dipende dal settore, dalla concorrenza, dal prezzo del prodotto e da quanto è ottimizzato il tuo feed. Rispetto alle campagne sulla rete di ricerca, Google Shopping ha un CPC strutturalmente più basso. Nella maggior parte dei settori, i costi per clic si attestano tra €0,10 e €0,35. Il CPC che paghi non dipende solo da quanto offri. Dipende da quanto vale il tuo annuncio rispetto a quelli dei competitor. Feed ottimizzato = CPC più basso. Un titolo prodotto preciso e pertinente fa sì che il tuo annuncio appaia per ricerche più qualificate. Immagini di qualità = CTR più alto. Un CTR alto segnala a Google che il tuo annuncio è rilevante. Prezzo competitivo = più conversioni. Se vendi a €120 e il competitor vende a €89, Google se ne accorge e riduce la tua priorità nel tempo.
Strategia di offerta. Con CPC manuale hai controllo totale ma devi ottimizzare spesso. Il vero costo di Google Shopping non è il CPC. Ho visto account che spendevano €3.000/mese con un ROAS di 1,2. Stesso budget, struttura riorganizzata e feed ottimizzato: ROAS a 4,5 in 8 settimane. Il costo per clic era rimasto simile. Quello che era cambiato era la qualità di ogni clic.
Vuoi essere sicuro che il tuo feed sia ottimizzato? Le campagne Google Shopping rappresentano una soluzione efficace per chi gestisce un e-commerce con un ampio catalogo di prodotti. Grazie al formato visivamente accattivante, che combina immagini e descrizioni sintetiche, è possibile attirare l’attenzione degli utenti in modo immediato. Ampia visibilità: gli annunci Shopping si posizionano in punti strategici della SERP. Confronto tra più siti: gli utenti tendono a confrontare i prodotti tra diversi e-commerce, aprendo più schede. Le campagne Shopping richiedono competenze tecniche su feed, segmentazione prodotti e strategie di offerta.
Le campagne Shopping non sono sempre la soluzione ideale. Non esiste una campagna valida per ogni tipo di e-commerce. Per massimizzare i risultati, è fondamentale adattare la strategia al tipo di prodotti, al pubblico target e al livello di competizione del settore. Prima di iniziare a creare campagne Google Shopping, è necessario configurare il tuo Google Merchant Center (GMC).
