Se sei qui probabilmente ti starai chiedendo quale strategia d’offerta su Google Ads è più adatta alle tue campagne. Al contrario, avere degli obiettivi chiari, delle conversioni ben definite e sapere quando è arrivato il momento di cambiare la strategia d’offerta su Google Ads potrebbe aumentare notevolmente le performance delle tue campagne. Di conseguenza, campagne più efficienti e costi ridotti. Se non sai da dove iniziare, non temere.
Panoramica sulle strategie di offerta disponibili
Su Google Ads ci sono attualmente 11 strategie d’offerta che puoi usare a seconda degli obiettivi che vuoi raggiungere. La strategia d’offerta CPA è una strategia che puoi utilizzare se il tuo obiettivo è ottimizzare le conversioni. Utilizzando questa strategia, Google Ads stabilirà automaticamente le tue offerte per ogni campagna basandosi sul CPA da te impostato. Il ROAS Target è la strategia d’offerta tramite cui Google Ads stabilisce le tue offerte per massimizzare il valore di conversione basandosi sul ritorno economico che vuoi ottenere dalla tua spesa pubblicitaria.
Per impostare questa strategia è necessario avere non solo dei numeri di conversioni sufficienti, ma bisogna anche importare il valore effettivo di queste. Ad esempio, se il tuo budget giornaliero è €40, Google spenderà il budget in modo da ottenere il maggior numero di conversioni possibile. Utilizzando questa strategia si hanno due scelte: lasciare la piattaforma libera di cercare il miglior CPA possibile oppure impostare un CPA Target desiderato. Essenzialmente, lavora in maniera analoga al ROAS Target. I CPC verranno impostati per ottenere il massimo valore possibile dalle conversioni con il budget desiderato. L’unica differenza con il ROAS Target sta nel fatto che non occorre specificare una percentuale di ritorno sulla spesa pubblicitaria.
Il CPC Manuale è una strategia d’offerta che ti consente di avere più controllo sul costo per click delle tue campagne. Questa strategia, in origine, era l’unica disponibile su Google Ads. Di fatti, nonostante il sistema sia libero di aumentare il costo per click massimo nelle aste con più conversioni passate, dovrà comunque mantenere il CPC medio impostato da noi. Il vantaggio è sicuramente quello di ottenere la maggior visibilità possibile, specie se si ha un budget limitato o se le keywords della nostra campagna sono poco ricercate. Al contrario, non è detto che però questi click siano sempre i più economici e che il traffico generato sia di qualità e, pertanto, rilevante in termini di conversioni. Pertanto, non è ideale per campagne che vogliono generare vendite o altri tipi di conversioni.
Questa strategia è collegata alle visualizzazioni di annunci video sulla Rete Display o su Youtube Ads. Con questo tipo di strategia dovrai impostare il coso massimo per mille impression visualizzabili. Un vantaggio di questa strategia d’offerta sta nel fatto che possono “bypassare” alcuni aspetti del Punteggio di Qualità nella Rete Display. La strategia d’offerta CPV è riservata alle campagne di video advertising su Google Ads e può essere usata anche sulla piattaforma Youtube Ads.
Ricorda sempre che è fondamentale, nella creazione di una campagna, conoscere gli obiettivi che si vogliono raggiungere ed i canali da utilizzare. Speriamo che questo articolo ti sia stato utile!
Come modificare la strategia di offerta di una campagna
Dall'offerta manuale basata su CPC a una serie di strategie di offerta automatica, Google Ads ti mette a disposizione diverse modalità di impostazione delle offerte. Ciascuna è stata studiata per aiutarti a raggiungere un obiettivo aziendale specifico. Questo articolo spiega come modificare la strategia di offerta di una campagna. Questa pagina potrebbe includere contenuti tradotti usando la tecnologia AI. Le traduzioni con l'AI potrebbero contenere errori.
Procedura pratica
Per le procedure pubblicate a partire dal 1° gennaio 2024 si procede tramite MIAP o tramite funzionalità dedicate presenti in altre piattaforme certificate. La gestione delle procedure pubblicate entro il 31/12/2023, prosegue in coerenza con quanto indicato nella delibera n.
CPV: struttura e importanza nel procurement
Il CPV comprende un vocabolario principale e un vocabolario supplementare. Il vocabolario principale poggia su una struttura gerarchica basata su numeri e cifre che identificano le diverse categorie di prestazioni, lavori, servizi e forniture. Le prime due cifre identificano le divisioni, le prime tre cifre identificano i gruppi, le prime quattro cifre identificano le classi, le prime cinque cifre identificano le categorie, e le ultime cifre forniscono un ulteriore livello di dettaglio. Il vocabolario supplementare può essere utilizzato per completare la descrizione dell’oggetto degli appalti. L’utilizzo del CPV nei formulari è obbligatorio dal 1° febbraio 2006.
Una selezione errata del codice CPV può comportare conseguenze negative, come la violazione dei principi di trasparenza e pubblicità, e persino l’illegittimità del bando. L’ANAC, come organo regolatore e vigilante per gli appalti pubblici, ha il compito di verificare il rispetto delle norme e dei principi che regolano il settore. Un codice CPV errato può determinare anche una violazione degli obblighi di pubblicità legale e sanzioni amministrative e pecuniarie nei confronti della stazione appaltante responsabile dell’errore. Per evitare tali conseguenze, le stazioni appaltanti devono prestare particolare attenzione e cura nella fase di individuazione del CPV, garantendo che la descrizione dell’oggetto della gara sia congruente con il CPV selezionato e correttamente inserita nella documentazione di gara.
Una ulteriore raccomandazione è quella di utilizzare diverse parole chiave nella ricerca del CPV, poiché una sola parola potrebbe corrispondere a diversi codici CPV. Il CPV è uno strumento indispensabile per le attività statistiche nel campo degli appalti pubblici, permettendo una classificazione univoca delle prestazioni e facilitando la banca dati TED (Tenders Electronic Daily). Tutte le gare pubbliche riguardanti appalti e contratti dell’Unione Europea vengono registrate in TED e a ciascuna gara è associato un codice CPV appropriato.
CPV in pratica: esempi e considerazioni
Per comprendere meglio come il CPV viene utilizzato nella pratica, possiamo esaminare alcuni esempi pratici. Supponiamo che un’azienda che produce software sia interessata a partecipare a gare d’appalto nell’Unione Europea. Gli operatori economici possono quindi selezionare il codice CPV più appropriato per le loro attività e competenze specifiche. Ad esempio, l’azienda produttrice di software per biblioteche potrebbe individuare il codice CPV “48161000-4” per i “pacchetti software per biblioteche”.
In Google Ads Editor sono disponibili le seguenti strategie di offerta. Puoi anche applicare eventuali strategie di offerta di portafoglio alle campagne nel tuo account. Per utilizzare le strategie di offerta standard, utilizza la colonna "Bid strategy type". Le strategie di offerta di portafoglio nella colonna Strategia di offerta fanno distinzione tra maiuscole e minuscole. All’interno di Google Ads Editor, puoi applicare varie combinazioni di strategie di offerta per campagne, gruppi di annunci e parole chiave. Tuttavia, Google Ads consente solo determinate combinazioni.
Google Ads Editor consente di creare e gestire le campagne video TrueView, nonché di modificarne le impostazioni. Puoi modificare le impostazioni della rete facendo clic su Impostazioni video e selezionando YouTube o Includi partner video. Per gli annunci video hai la possibilità di impostare un budget giornaliero o un budget totale della campagna. Google Ads cercherà di spendere il budget totale in modo uniforme per l'intera durata della campagna, prendendo in considerazione i giorni di traffico maggiore e quelli di traffico minore per ottimizzare il rendimento della tua campagna.
Il formato dell'annuncio deve corrispondere al tipo di gruppo di annunci. Se l'impostazione del formato del gruppo di annunci è "In-stream" ed è all'interno di una campagna "Video - Genera azioni", seleziona Annunci video TrueView in-stream. Ci sono differenze fondamentali nel modo in cui puoi creare e modificare le campagne TrueView in Google Ads Editor e in Google Ads, inclusi aspetti di targeting, esclusioni di contenuti e tracking pixel.
