Adottare delle strategie di keyword negative permette di eliminare le ricerche non pertinenti, aumentare la rilevanza degli annunci, ridurre i costi e ottimizzare il ROI. Tutto questo si traduce in un netto aumento del CTR e in una resa migliore delle campagne pubblicitarie. Scopri come aumentare i profitti utilizzando le giuste tipologie di parole chiave a corrispondenza inversa, Contattaci!
Che cosa sono le keyword a corrispondenza inversa e perché sono fondamentali
Le keywords negative sono un termine molto importante per tutti coloro che si occupano di campagne pubblicitarie. Si tratta di parole chiave a corrispondenza inversa che impediscono che gli annunci pubblicitari della propria azienda vengano attivati con query di ricerca non pertinenti. Le campagne di keyword negative consentono, tra le altre cose, di escludere tutta una serie di termini di ricerca ritenuti non adeguati al proprio prodotto o servizio. Un esempio pratico su come funzionano potrebbe essere la campagna pubblicitaria di un negozio di abbigliamento femminile che inserisce come keywords negative i termini “uomo” o “maschile”, così da non mostrare gli annunci pubblicitari a persone non interessate.
Google ads negative keywords e altre funzionalità possono dare un grosso aiuto nell’ottimizzare le campagne e migliorare il targeting. Chi decide di investire in campagne pubblicitarie con Google Adwords deve massimizzare il proprio budget e ottenere il massimo rendimento. Una delle strategie in assoluto più efficaci è quella di utilizzare campagne di negative keywords Adwords, ovvero le parole chiave che indicano al motore di ricerca, Google, di non mostrare gli annunci quando vengono inserite in una query di ricerca dagli utenti.
Tipologie di corrispondenza inversa: generica, a frase ed esatta
Una delle parti centrali riguarda le tre distinte tipologie di Google Ads negative keywords: a corrispondenza inversa generica, a frase o esatta. Nel primo caso, parliamo di parole chiave che impediscono la pubblicazione dell’annuncio nel caso contenga tutti i termini della keyword esclusa, anche in ordine differente. Questo significa che l’annuncio viene visualizzato dagli utenti che effettuano una ricerca che contiene solo alcuni dei termini che compongono la keyword. Nel caso di una keyword negative a frase, invece, parliamo di parole chiave che impediscono la pubblicazione dell’annuncio se la ricerca include i termini della parola chiave nell’ordine corretto. Il concetto alla base dell’uso delle keywords negative è che abbassano il rischio di mostrare gli annunci a gruppi di utenti non in target, con il rischio di impression e click di bassa qualità.
Una strategia keyword negative ha diversi benefici per il CTR, ovvero la percentuale di click sugli annunci rispetto alle impression. Si tratta di un parametro molto importante da considerare, in quanto il punteggio di qualità attribuito alla keyword di un annuncio viene influenzato anche dalla percentuale di interazione prevista. Un CTR basso, dovuto anche alle query non pertinenti, viene interpretato da Google come il segnale di un annuncio poco utile, con un conseguente ribasso del quality score, cioè l’indice che utilizza Google Ads per valutare la qualità e la rilevanza degli annunci e delle parole chiave utilizzate nelle campagne pubblicitarie.
Strategie pratiche: come individuare e gestire negative keywords
Sapere come gestire keyword negative Google Adwords è essenziale, dunque, per ottenere il massimo ritorno dagli annunci, ma per riuscirci è anche importante sapere come individuarle. Ma come trovare, fattivamente, le keywords negative per migliorare i risultati delle campagne pubblicitarie?La risposta non è semplice perché esistono diversi strumenti molto facili da utilizzare che, con pochi click, permettono di identificare tutte le parole chiave che potrebbero pregiudicare il buon esito delle campagne. Una volta individuate, queste vanno aggiunte ad AdWords e attentamente monitorate nel tempo. La fase di verifica è altrettanto importante, questo significa che occorre sempre controllare le prestazioni, ed eventualmente apportare delle modifiche.
Se parliamo di Google Ads, la piattaforma pubblicitaria di Google che permette di creare e gestire annunci online per promuovere siti web, ci sono tre distinte tipologie di Google Ads negative keywords: a corrispondenza inversa generica, a frase o esatta. Nel primo caso, parliamo di parole chiave che impediscono la pubblicazione dell’annuncio nel caso contenga tutti i termini della keyword esclusa, anche in ordine differente. Nel caso di una keyword negative a frase, invece, parliamo di parole chiave che impediscono la pubblicazione dell’annuncio se la ricerca include i termini della parola chiave nell’ordine corretto. Il concetto alla base dell’uso delle keywords negative è che abbassano il rischio di mostrare gli annunci a gruppi di utenti non in target, con il rischio di impression e click di bassa qualità.
Una serie di consigli pratici include la gestione delle liste di keyword negative: non andare alla ricerca di tante liste preconfezionate da applicare ciecamente, ma costruire i propri elenchi per ampliare la conoscenza del target. La gestione delle corrispondenze escluse non fa eccezione, e va affiancata a una strategia globale di targeting e posizionamenti. Le parole chiave a corrispondenza inversa sono indispensabili per il successo di una campagna Pay Per Click.
Esempi concreti e applicazioni di liste negative
Che cosa sono le parole chiave a corrispondenza inversa? Le parole chiave a corrispondenza inversa (o parole chiave negative) sono termini o frasi che non vogliamo vengano associati al nostro prodotto o servizio: se li aggiungiamo alla nostra campagna PPC, Google Ads non pubblicherà gli annunci quando l’utente usa una di queste parole nella propria ricerca. Ad esempio, se offriamo un servizio di interpretariato potremmo rischiare di mostrare il nostro annuncio a chi sta cercando lavoro in quest’ambito, a chi desidera ottenere informazioni sul relativo corso universitario o a chi sta cercando gli interpreti di un film o di una serie tv.
Quali sono i benefici delle keyword negative per una campagna Pay Per Click? Monitorare regolarmente i termini di ricerca che attivano i nostri annunci e creare un elenco di parole chiave negative ci permette non solo di risparmiare soldi, evitando di sprecarli per ottenere clic indesiderati, ma anche di aumentare il CTR (la percentuale di clic) dei nostri annunci o delle nostre keyword con tutti i benefici che ne conseguono: avere un CTR elevato contribuisce infatti a migliorare il punteggio di qualità di una parola chiave e a ridurre così il CPC (costo per clic) rispetto ai competitor.
Dal lavoro di esperienza accumulata, sono state create liste di keyword negative comuni, ma è importante ricordare che ogni azienda ha caratteristiche e specificità proprie: prima di escludere keyword da una campagna, è fondamentale assicurarsi che non possano invece contribuire al raggiungimento dell’obiettivo. Nel tempo, grazie all’uso di strumenti di analisi come il report Query di Ricerca, è possibile capire quali query reali non portano conversione e aggiungere quelle parole al proprio elenco di keyword negative.
Conclusioni operative e prossimi passi
Nel panorama del digital marketing, lanciare una campagna Google Ads senza utilizzare le parole chiave a corrispondenza inversa equivale a lasciare la porta di casa aperta durante un forte temporale. Il rischio non è solo quello di bagnarsi, ma di vedere il proprio budget pubblicitario letteralmente spazzato via da clic irrilevanti, utenti fuori target e ricerche completamente fuori fuoco. Se hai notato che le tue campagne generano molti clic ma pochissime conversioni, il problema risiede quasi certamente nella qualità del traffico. Contattaci oggi stesso per un audit gratuito del tuo account Google Ads.

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